SUPERBOWL 2023 13-02-2023 ORE 0:15

Sezione dedicata a tutti gli altri sport che non siano calcio ed ippica

Moderatori: Blackhorse, pierre

Rispondi
Avatar utente
Blackhorse
Site Admin
Site Admin
Messaggi: 5966
Iscritto il: 30/05/2020, 15:13

SUPERBOWL 2023 13-02-2023 ORE 0:15

Messaggio da Blackhorse »

Il Super Bowl 2023 in diretta tv in chiaro e in streaming.
La super sfida del Football americano è in programma il 13 febbraio a partire dalle 00.15 e avrà un’ampia copertura mediatica anche in Italia.
Il gran finale della NFL che vedrà sfidarsi per la National Conference (NFC) i Philadelphia Eagles e per l’American Conference (AFC) i Kansas City Chiefs si appresta a tenere i tanti spettatori incollati alla televisione per godersi oltre allo spettacolo sportivo tutto ciò che ruoterà a livello mediatico attorno all’evento.
Il 57° Super Bowl 2023 sarà trasmesso in diretta tv in chiaro su Rai 2 nella notte fra domenica 12 e lunedì 13 febbraio. L’evento sportivo più seguito negli USA nonchè atto conclusivo della stagione NFL potrà essere seguito a partire dalle 00.15 anche in diretta streaming gratis su Rai Play, oltre che in abbonamento su DAZN.
LE QUOTE:
Philadelphia Eagles 1.80
Kansas City Chiefs 2.00
Allegati
SuperBowl-2023.png
SuperBowl-2023.png (3.15 MiB) Visto 2241 volte
Avatar utente
Blackhorse
Site Admin
Site Admin
Messaggi: 5966
Iscritto il: 30/05/2020, 15:13

Re: SUPERBOWL 2023 13-02-2023 ORE 0:15

Messaggio da Blackhorse »

Super Bowl, che trionfo per Kansas City! Mahomes show e super rimonta su Philadelphia
Eagles in vantaggio di 10 punti all’intervallo poi sconfitti 38-35 in volata, decide un calcio a 8’’ dalla fine. Il quarterback dei Chiefs premiato come Mvp
Kansas City vince il Super Bowl LVII a Glendale, in Arizona. Piega Philadelphia 38-35 in volata, grazie a un calcio segnato a 8” dalla fine. In rimonta, esibendo un secondo tempo spettacolare di Patrick Mahomes, l’Mvp della partita, la faccia della Nfl. Nella seconda mezz’ora di gioco i Chiefs vanno a punti ad ogni possesso offensivo, ribaltando così i 10 di svantaggio accumulati all’intervallo. Per la franchigia del Missouri è il terzo trionfo. Il secondo, alla terza finalissima, negli ultimi quattro anni.

MAHOMES E REID—18
Il miglior giocatore sul gridiron - troppo scivoloso, si poteva e doveva fare di più in occasione di un evento planetario - batte la migliore squadra. Non è sorprendente in uno sport in cui il quarterback è determinante. Mahomes era stato nominato miglior giocatore della stagione regolare: non succedeva dal 2000 - allora l’impresa riuscì a Kurt Warner - che nel giorno più importante l’Mvp sapesse fare il bis. Lui, appena 27 anni, festeggia e già rilancia: “Dinastia di successi, non abbiamo ancora finito…”. Un plauso enorme lo meritano Coach Reid, che da ex sfoggia chiamate offensive geniali con la partita in bilico e poi ebbro di gioia dice all’intervistatore: “Come mi sento? Potrei baciarti”, la linea offensiva che non concede neppure un sack alla difesa Eagles e il solito Travis Kelce, il tight end fuoriclasse, che batte persino il fratello, il centro avversario.
CHIAMATA CONTROVERSA— Un Super Bowl avvincente, più spettacolare che bello, con gli attacchi che surclassano le difese. Con da spettatori alla partita anche Damar Hamlin, ristabilito dopo l’arresto cardiaco subìto in maglia Buffalo Bills, e LeBron James, beccato dal pubblico. E con una spettacolare Rihanna, che all’intervallo si esibisce incinta, almeno secondo i social media. Ma c’è anche una decisione arbitrale contestata da Philly che fa la differenza nei secondi finali. Una trattenuta di James Bradberry a Smith-Schuster che regala il primo down ai Chiefs consentendo loro di mungere il cronometro e ipotecare la partita col calcio di Harrison Butker da 27 yards. A termini di regolamento la decisione è corretta, ma nella sostanza un peccato veniale fa la differenza. Nel football - in base alla teoria - si possono sanzionare due/tre infrazioni così per ogni azione. E in partite di questo livello l’augurio è sempre che siano i giocatori a essere determinanti, rispetto agli arbitri.
LA PARTITA— Philadelphia domina il primo tempo. Impostando la sfida sui binari preferiti: 22 minuti di tempo di possesso contro gli 8 avversari. Tiene Mahomes fuori dal campo, così non può farle male. La linea offensiva è straordinaria e Hurts corre come un treno, chiuderà con 3 touchdown sul terreno, primato per un quarterback al Super Bowl, si tratta appunto di un Qb principalmente dinamico. E i ricevitori AJ Brown, a bersaglio in end zone con una presa da 45 yards contro doppia copertura, e DeVonta Smith impazzano, sezionando la secondaria avversaria. Kansas City replica con la “solita” meta di Kelce, al 16mo touchdown ai playoff e con un ritorno di fumble da 6 punti di Nick Bolton dopo un pasticcio colossale di Hurts che perde l’ovale facendo tutto da solo. Ma le Eagles, sempre al limite dell’azzardo come sistema offensivo, convertono un paio di quarti down e vanno in spogliatoio a metà gara sopra 24-14 grazie al calcio di Elliott da 35 yards dopo la seconda corsa da punti di Hurts. La partita pare segnata perché Mahomes sembra rifarsi male alla caviglia destra che s’era distorto ai playoff contro Jacksonville. Zoppica.

LA RIMONTA— E invece nel secondo tempo cambia tutto. Kansas City segna subito con la corsa da una yarda di Isiah Pacheco, indemoniato. All’inizio dell’ultimo quarto dopo un field goal avversario, arriva il sorpasso dei Chiefs: passaggino di Mahomes per Kadarius Toney per il 28-27. Primo vantaggio per Kansas City. Poi un clamoroso ritorno di punt di Toney da 65 yards diventa assist per Mahomes che non perdona: trova Skyy Moore per la passeggiata indisturbata in end zone. 35-27. Ma non è finita. Hurts non ha l’accuratezza o il braccio di Mahomes, ma ha cuore: completa in profondità per Smith, poi esibisce la sneak da touchdown, il marchio di fabbrica. E quindi corre di nuovo in end zone per la conversione da 2 punti per il 35 pari. Però Mahomes ha l’ovale per il drive decisivo e dimostra, anzi ribadisce, di essere il numero uno in circolazione. Corre persino su una gamba sola, lancia, e quella penalità arbitrale dà poi il colpo di grazia alla deludente difesa di Philly. Butker ha tutta la pressione addosso, gli occhi del mondo sportivo puntati su di lui, ma il calcio per la vittoria è semplice, da breve distanza. Non lo sbaglia. I Chiefs festeggiano, Philly recrimina.
Rispondi