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Markus
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Re: Speriamo2...

Messaggio da Markus »

Una bella parte della conferenza stampa la trovate su youtube nella trasmissione ippica domani
Trinity
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Re: Speriamo2...

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Markus ha scritto: 20/12/2021, 8:25 Questa volta sono molto ottimista perché i nuovi responsabili, in primis il sottosegretario Battistoni e la dott.ssa Nicolazzi, mi sembrano molto attivi e propositivi. Ovvio che non puoi far sempre felici tutti, ma l'impegno in tal senso lo stanno mettendo.
Penso che i primi risultati li vedremo già a febbraio o marzo.
Come dice il titolo del thread....speriamo :thumbup:
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Re: Speriamo2...

Messaggio da Trinity »

Markus ha scritto: 20/12/2021, 11:16 Una bella parte della conferenza stampa la trovate su youtube nella trasmissione ippica domani
https://www.youtube.com/watch?v=CQHHKI4y_Yg
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prato
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Re: Speriamo2...

Messaggio da prato »

Ippodromi pronti ad organizzare le corse anche a gennaio e febbraio purché vengano assicurate le risorse del 2021, ma il sottosegretario Battistoni 'rispetti quanto promesso'.
“Siamo disponibili a continuare l’attività di organizzazione delle corse nei prossimi mesi di gennaio e febbraio”.

È questo, in sintesi, il messaggio inviato al sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, Francesco Battistoni, dalle società di corse aderenti al Gruppo ippodromi associati, nonché al Coordinamento ippodromi, all'Associazione nazionale ippodromi e dalle società Snaitech Spa per gli ippodromi di Milano e Montecatini e la società Valentinia per l’ippodromo di Pontecagnano.

Tale dichiarazione segue quelle rese da Battistoni nel corso dell'incontro con la filiera tenutosi lo scorso 17 dicembre, nel quale ha assicurato che “il Mipaaf provvederà, indipendentemente dallo stanziamento che sarà previsto nella legge di Bilancio 2022, ad incrementare i fondi sul capitolo 2297 (destinato al pagamento dei servizi resi dalle società di corse) mediante atti formali dell’Ente, nella misura necessaria a garantire ad ogni società di corsa le medesime spettanze dell’anno 2021, l’incremento del capitolo 2297 sarà effettuato utilizzando fondi appostati su altri capitoli di competenza del Mipaaf” e che si concretizzeranno “una serie di iniziative (Direzione generale dell’ippica, riduzione dei tempi di pagamento dei premi, ecc.) finalizzate al miglioramento dello stato del settore”.

Le società di corse però sottolineano che “il mantenimento delle spettanze, almeno nella stessa misura di quelle del 2021, è essenziale per garantire la 'continuità di gestione delle aziende' già 'provate' dalle perdite accumulate negli esercizi precedenti; pertanto, è indispensabile che le assicurazioni fornite dal sottosegretario si concretizzino entro il mese di febbraio del 2022”.
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Re: Speriamo2...

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Dopo tanto ponzare il Mipaaf ha pubblicato il calendario delle corse per l'anno 2022, pardon per i primi 6 mesi del 2022, pardon per i mesi di gennaio e febbraio del 2022 :silent:

Per il mese di gennaio sono previste 68 riunioni di corse al trotto e 24 riunioni di corse al galoppo
Per il mese di febbraio sono previste 69 riunioni di corse al trotto e 28 riunioni di corse al galoppo

Il lunedì, riesumando un'usanza di diversi anni fa, niente corse
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Messaggio da Markus »

prato ha scritto: 22/12/2021, 21:00 Dopo tanto ponzare il Mipaaf ha pubblicato il calendario delle corse per l'anno 2022, pardon per i primi 6 mesi del 2022, pardon per i mesi di gennaio e febbraio del 2022 :silent:

Per il mese di gennaio sono previste 68 riunioni di corse al trotto e 24 riunioni di corse al galoppo
Per il mese di febbraio sono previste 69 riunioni di corse al trotto e 28 riunioni di corse al galoppo

Il lunedì, riesumando un'usanza di diversi anni fa, niente corse
Quindi? Non mi sembra tanto fuori dal mondo, soprattutto vedendo gli anni scorsi. Poi le corse di lunedì da 4/5 partenti era meglio non farle... un giorno di riposo non fa male a nessuno!
Sempre sta negatività e gente che "lascia l'Italia", senza aver mai fatto niente attivamente per migliorare l'ippica, mi ha proprio stufato.
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Re: Speriamo2...

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Markus ha scritto: 22/12/2021, 22:40
prato ha scritto: 22/12/2021, 21:00 Dopo tanto ponzare il Mipaaf ha pubblicato il calendario delle corse per l'anno 2022, pardon per i primi 6 mesi del 2022, pardon per i mesi di gennaio e febbraio del 2022 :silent:

Per il mese di gennaio sono previste 68 riunioni di corse al trotto e 24 riunioni di corse al galoppo
Per il mese di febbraio sono previste 69 riunioni di corse al trotto e 28 riunioni di corse al galoppo

Il lunedì, riesumando un'usanza di diversi anni fa, niente corse
Quindi? Non mi sembra tanto fuori dal mondo, soprattutto vedendo gli anni scorsi. Poi le corse di lunedì da 4/5 partenti era meglio non farle... un giorno di riposo non fa male a nessuno!
Sempre sta negatività e gente che "lascia l'Italia", senza aver mai fatto niente attivamente per migliorare l'ippica, mi ha proprio stufato.
Chi ha espresso negatività? Mi son solamente tappato la bocca perché é inconcepibile che il 22 dicembre si esca col calendario solo dei primi due mesi dell'anno nuovo, con tutto quello che buscano al Mipaaf. Scommetto che se ci mettiamo ad un tavolino io e te con sottomano il calendario del 2021 eliminiamo le incongruenze, perché incongruenze ve ne sono, aggiungiamo qualcosa di nostro ed in una mattinata abbiamo fatto il calendario del prossimo anno.
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Reazioni contrastanti all'interno della filiera dopo la pubblicazione da parte del ministero delle Politiche agricole del calendario di corse ippiche relativo ai mesi di gennaio e febbraio 2022.
All'indomani della pubblicazione, da parte del ministero delle Politiche agricole, del calendario di corse ippiche relativo ai mesi di gennaio e febbraio 2022, arrivano i primi commenti dalla filiera.

Se gli ippodromi - che ancora prima della pubblicazione del calendario si sono detti disponibili a organizzare i convegni a patto che il Mipaaf garantisca le risorse del 2021 - per il momento preferiscono tacere, così non fa Ubaldo la Porta, presidente dell'Anact - Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore, con una nota indirizzata ai suoi associati. Facendo il punto anche sul "ritocco" della nuova circolare di programmazione del trotto dopo le polemiche che erano divampate fra gli operatori soprattutto a causa dei limiti di età dei cavalli, ma non solo.

"Dopo la pubblicazione del calendario dei Grandi premi, che ha visto la reintroduzione dei Fillies storici inopinatamente cancellati negli ultimi anni, posso con piacere comunicarvi che la Circolare di programmazione per il 2022/2023 ha accolto tutte le istanze formalmente presentate dal Consiglio dell’Anact al Ministero nello scorso novembre, in sede di audizione dell’Associazione.
La ripartizione del montepremi, la difesa del premio aggiunto, la conservazione dei Gran premi destinati ai puledri di due anni l’incremento delle dotazioni ordinarie per i puledri di 3 e 4 anni, l’affermazione del principio di reciprocità per l’ammissione dei cavalli esteri alle corse italiane rappresentano degli importanti risultati nella direzione di una programmazione che sa cogliere, finalmente, nell’allevamento la spina dorsale dell’intero comparto ippico.
Il ripristino del circuito Filly torna a valorizzare degnamente le nostre femmine, patrimonio dell’allevamento italiano e del trotto tutto, riconsegnando loro quella vetrina di primissimo piano occorrente a dare ancor più lustro alla nostra già eccellente produzione.
Si tratta di un importante risultato, che corona un lavoro continuo e costante svolto in quest’ultimo anno a servizio dell’intera categoria e che continuerà con quotidiano impegno.
Abbiamo il dovere di proseguire nella direzione di promuovere iniziative riformatrici più ampie e complessive, che sappiano offrire ponderate e equilibrate risposte alle istanze legittime della parte sana e seria di tutti gli operatori del comparto con i quali siamo sempre pronti a confrontarci per superare, insieme, il gravissimo momento che tutti stiamo vivendo", conclude La Porta.

Roberto Faticoni del Siag - Sindacato italiano allenatori guidatori invece commenta, a proposito delle novità previste dal calendario: "Accogliamo con favore la decisione di introdurre la giornata di riposo da noi già proposta negli anni passati (il lunedì, Ndr) e la fascia tramite i campi 1, 2 e 3 (da quest' anno il ministero senza far conoscere i criteri assegna ad ogni ippodromo un campo diverso che vale: Campo 1 51.150 euro,Campo 2 40.700 euro, Campo 3 33.880 euro, Ndr) anche questo già provato in passato. Reputiamo bassa la diminuzione di circa un 5 percento per i Gran premi che vanno a rinforzare l’ordinario, non capiamo perché c’è stata l’eliminazione di un solo Gran premio: il Città di Taranto.
Ci soddisfa poco il taglio dei Filly nei gruppi tre che valorizzavano con un circuito ben organizzato le cavalle femmine che adesso faranno fatica a correre.
Tutto sommato, nel complesso si è tornati a quello che avevamo già fatto negli anni precedenti, certamente con un calendario così bisognerà controllare bene la spesa".
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Re: Speriamo2...

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I rappresentanti di alcuni dei maggiori ippodromi italiani commentano i criteri per il calendario di corse del 2022 pubblicati dal Mipaaf e chiedono di ripianare i tagli agli stanziamenti.
All'indomani della pubblicazione del decreto dipartimentale con cui il ministero delle Politiche agricole ha individuato i criteri per la formulazione del calendario nazionale delle corse ippiche per l’intero anno 2022, arrivano i commenti dei rappresentanti degli ippodromi.

Alle prese anche con la riduzione del numero della capienza degli impianti – al 50 percento – secondo quanto previsto dal decreto per il contrasto alla diffusione della variante Omicron che entrerà in vigore il 10 gennaio.

Facciamo quindi il punto su questi importanti temi, senza dimenticare l'ulteriore spada di Damocle del taglio dei finanziamenti agli ippodromi – di sei milioni – deciso con l'ultima legge di Bilancio, mitigato solo in parte dagli stanziamenti per gli ippodromi di nuova apertura nel 2021 (Livorno e Palermo), pari a sette milioni fra il 2022 e il 2023, e dalle promesse del sottosegretario Francesco Battistoni di trovare nel bilancio del Mipaaf le risorse necessarie a ripianarlo.

In primis con Attilio D’Alesio (Coordinamento ippodromi) e Alessandro Arletti (Associazione nazionale ippica), che ricordano alcuni dei capisaldi del decreto dipartimentale del Mipaaf. “Ci sono alcuni punti importanti da sottolineare: il lunedì non si svolgeranno le corse, le giornate di corse saranno in totale 1330 di cui 890 al trotto (circa 40 in meno rispetto al 2021) e 440 al galoppo (circa 25 in più rispetto al 2021), il numero annuale delle giornate di corse assegnate ad ogni ippodromo terrà conto del numero di giornate svolte nel triennio 2019-2021) così come lo dotazione del monte premi. Nel prendere atto di questo, come già richiesto ai dirigenti ministeriali incontrati recentemente, crediamo necessario ed urgente un incontro per giungere ad un 'calendario condiviso' con tutti gli ippodromi nazionali, che sono gli impianti che ospitano ed organizzano le giornate di corse. Ci è stato assicurato che entro il prossimo mese di gennaio si svolgerà questa riunione”.
Inoltre, proseguono D'Alesio e Arletti, “siamo in attesa della realizzazione degli impegni assunti dal sottosegretario Francesco Battistoni: se non si concretizzassero all’inizio del nuovo anno, si verrebbe a creare un grande disastro sociale. Gli ippodromi non possono continuare a subire tagli dei loro finanziamenti che rendono impossibile la prosecuzione della loro attività. Ci auguriamo che la 'Politica' intervenga, finalmente, per la salvezza ed il rilancio dell’ippica”, concludono i presidenti di Coordinamento ippodromi ed Ani.

Per Pier Luigi D'Angelo, presidente di Ippodromi partenopei, gestore dell'impianto di Agnano, fresco di proroga della convenzione biennale con il Comune di Napoli, “sembra un decreto equilibrato, che nel caso di particolari esigenze o inconvenienti di qualsiasi natura, garantisce sufficientemente tutti gli operatori in merito alle rispettive diverse aspettative di tutto il 'variegato' comparto di trotto e galoppo.
Ancora una volta mi preme evidenziare come purtroppo per la filiera ippica vi sia una disomogeneità per la differenza di collocazione oltre che di qualità dei cavalli in ambedue le discipline in ben note aree geografiche del Paese, finendo con rendere ininfluente l’attività e il numero dei partenti degli impianti più distanti dai centri di allenamento che sempre più sono esterni agli ippodromi”.
Per D'Angelo “la politica inopportuna e miope degli ultimi anni dell’amministrazione centrale anche per convenienza di alcune società di corse in merito al contenimento dei costi, in sede di stipula del decreto sovvenzioni, non vede riconosciuto il fondamentale ruolo degli ippodromi come centro allenamento e di quotidiana aggregazione per i proprietari oltre che per l’ospitalità, anche per una indispensabile vivibilità sulla scorta dei sempre più fruibili 'racinos' americani. Al momento non vengono tutelati gli acquirenti delle aste, non avendo sufficienti 'palestre' di doma per i puledri, il che va a scapito degli oneri aggiuntivi molto più esosi dei centri di allenamento privati, e della salvaguardia atletica di soggetti, spesso con pedigree di livello internazionale quale ad esempio la produzione degli ultimi anni degli allevamenti italiani di trotto”.

Secondo Marco Rondoni, direttore generale di HippoGroup Cesenate, gestore degli ippodromi di corse al trotto di Bologna e Cesena, “i criteri di calendario di fatto sono in questo momento un atto dovuto da parte dell’amministrazione al di là dei contenuti condivisibili o meno.
La stessa amministrazione però non credo ignori la concreta possibilità, nel caso gli impegni del sottosegretario Battistoni non trovino riscontro, di dovervi rimettere mano a causa, probabilmente, del venir meno di importanti ippodromi che non potranno, se confermato, sopportare il taglio attualmente deciso delle risorse disponibili.
Così come in base alle risorse assegnate chi sarà in grado di proseguire magari sarà costretto a forzare il numero massimo di corse a giornata previsto o ad accorpare giornate pur di risparmiare sui costi senza penalizzare gli operatori”.
Anche per Rondoni “nelle prossime settimane andranno fatte attente valutazioni sull’impatto, non sufficientemente ponderato, di un eventuale stop alle corse preannunciato per fine febbraio dalla stragrande maggioranza degli ippodromi - per il galoppo direi la totalità. Si procede quindi in maniera formalmente corretta ma minata nella sostanza da una situazione che può generare effetti a catena di difficile quantificazione su tutto il settore.
Confido nella volontà politica del ministero di 'mettere in sicurezza' l’intero settore, in tempi compatibili con quello delle società di capitali che gestiscono gli impianti”.
Infine, quanto alla riduzione della capienza degli ippodromi, per il direttore generale di HippoGroup Cesenate, “non ci sarà alcun problema per nessun ippodromo se la limitazione sarà imposta solo fino al 31 marzo (termine attuale dello stato di emergenza, Ndr)”.

Chiudiamo la nostra carrellata di commenti con Elio Pautasso, direttore generale di Hippogroup Roma Capannelle, gestore dell'omonimo impianto.
“I criteri definiti dal Mipaaf mi sembrano molto simili a quelli precedenti, direi un copia e incolla. Il problema principale è molto grave resta quello dello stanziamento per le società di corse che se non risolto nei primi giorni del nuovo anno farà nascere non poche situazioni al limite del dramma sociale.
Per quanto riguarda infine la riduzione della capienza non la vedo come un problema perché siamo in un periodo abbastanza privo di eventi di rilievo, ma soprattutto perché le capienze degli ippodromi sono molto alte rispetto al numero di spettatori che frequentano. Quindi tale riduzione non porterà problemi”.

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Re: Speriamo2...

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Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro
Sottoporrò all’attenzione di quei pochissimi lettori che avranno il tempo, la voglia e la competenza per leggere con attenzione questo articolo, alcuni numeri e alcune considerazioni.
Tutto quelle che scriverò non servirà assolutamente a nulla, ma almeno mi tengo in esercizio.
Tutti sono perfettamente contenti che la politica continui a mettere le mani nelle tasche dei cittadini Italiani (del tutto ignari di ciò) per tenere in piedi il “sistema ippica Italiana”, già fallito da anni, e applaudono ai vari Onorevoli di turno, indipendentemente al Partito al quale appartengono, ogni volta che le loro mani entrano nelle loro tasche.
Ma c’è di più: il sistema già fallito riapre ippodromi, a spese sempre di Pantalone, of course e tutti applaudono, come il solito.
È come se Luigi e Maria, che sono stati licenziati dai loro rispettivi “padroni”, perché il loro lavoro metteva in circolo prodotti invendibili, assumessero due persone di servizio, a tempo pieno, pretendendo la sovvenzione da parte dello Stato, da parte cioè di tanti Luigi e di tante Marie, che se la passano male come loro o peggio di loro.
Ecco alcune cifre.
Nell’anno di grazia 2002, il primo dall’introduzione della moneta Euro, il movimento delle scommesse ippiche in Italia, al Totalizzatore Nazionale, è stato di € 2.733.983.366,50, il prelievo è stato di € 834.977.000,38 (prelievo medio del 30,54%).
Nell’anno di grazia 2021, il movimento delle scommesse ippiche al Totalizzatore Nazionale, è stato di € 110.772.610,50, il prelievo è stato di € 36.741.510,25 (prelievo medio del 33,17%).
Cosa è successo?
Qui arrivano i guai, nel senso che praticamente nessuno, in questo paese, è al corrente di come funziona un Totalizzatore e di come funziona un Totalizzatore Nazionale, se ci sono i presupposti per la sua introduzione: in Italia, ahimè è avvenuta il Martedì “nero” 27 Giugno 1995.
Molti propongono riforme dell’ippica che sono vere e proprie stupidaggini, costruite sul nulla: solo parole al vento, senza possibilità alcuna di costrutto.
Come ho già ricordato tantissime volte, vox clamantis in deserto, il disastro inizia Martedì 27 Giugno 1995, quando la 6° Commissione Finanze del Senato della Repubblica Italiana (Finanze e Tesoro), su proposta del Sen. Libero Gualtieri, “imbeccato” dall’Ing. Tomaso Grassi, dal Conte Guido Melzi d’Eril e dal Signor Gianfranco Fabbri, fa approvare, all’unanimità, l’introduzione delle sole scommesse a riversamento, al Totalizzatore Nazionale.
Affinché un Totalizzatore Nazionale funzioni (Francia, Giappone, Hong Kong, Singapore, etc.) occorre 1) che gli ippodromi siano di proprietà delle stesse organizzazioni (o di Società del gruppo) che gestiscono le scommesse, che controllano i diritti e le trasmissioni TV e che forniscono il montepremi, 2) che il prelievo sia ottimizzato, 3) che abbia delle aliquote tali da creare un ottimo incentivo a scommettere, creando un “calderone” grande a sufficienza per dare quote remunerative, 4) per sostenere un corretto rapporto scommesse semplici – scommesse esotiche), dando un sufficiente guadagno gli ippodromi, agli operatori, al Governo, 5) che il costo di distribuzione del prodotto sia il più basso possibile.
Nulla di tutto ciò è presente nel sistema ippico Italia.
Gli ippodromi sono di proprietà delle Società X, Y, Z, etc., tutte più che “stirate”, il sistema scommesse è di proprietà dello Stato (orribile a dirsi), i prelievi non sono ottimizzati, il rapporto scommesse semplici – scommesse esotiche è fuori controllo, le trasmissioni TV sono gestite da X a un costo non indifferente, il costo di distribuzione del prodotto scommesse ippiche è “spaventoso” (il 42,5% del prelievo medio, prima di dedurre la tassa) e le sale corse sono tutte, più o meno, “stirate”.
L’effetto volano sul quale si fonda il Totalizzatore, Nazionale o locale che sia, che prende il via dalle scommesse semplici, non esiste perché il prelievo sul vincente è del 32%: i “pazienti” non vincono mai o vincono poco e non hanno i mezzi per rivolgersi alle scommesse esotiche, che sono più remunerative.
Anzi, si rivolgono solo (o quasi) alle scommesse esotiche, tanto che il prelievo medio 2021 è stato del 33,17% e, di conseguenza, dopo aver tirato tre colpi sono in mutande.
Lo stesso discorso vale per le slot – machines, il cui sistema, è di proprietà dello Stato (orribile a dirsi).
In conclusione: alla crisi ippica Italiana non ci può essere rimedio alcuno, salvo una completa ristrutturazione del suo sistema di auto – finanziamento, quindi a costo zero per lo Stato, che nessuno, ripeto nessuno, e ripeto ancora, nessuno, sa vagamente proporre.
Avrete notato, se avete fatto i conti, che le sale corse, dalle scommesse ippiche, nel 2021, hanno avuto € 15.615.149 (il 42,5% del prelievo lordo), lo Stato con la tassa, € 5.768.418, il Mipaaft € 15.357.943!!!!
Diciamo che le sale corse e i punti che vendono il prodotto sono circa 6.000, il che significa che ciascuna di loro ha avuto, come commissione, in media, € 2.603!!!!!
Sono tutte, o quasi, stirate: pensate che i loro affari possano andare diversamente?
C’è ancora qualcuno che sostiene, con veemenza, che le sale corse hanno causato il danno all’ippica: mi sono reso conto che gli operatori ippici sono di un’ignoranza che di più non si può e che non sanno nemmeno leggere.
Altri dicono che gli ippodromi sono stati la causa dei mali dell’ippica Italiana: infatti sono uno più stirato dell’altro, ma diversi riaprono!!!!!
Infine molti sostengono che le scommesse sportive hanno massacrato quelle ippiche.
Ante Totalizzatore Nazionale, ante possibilità di scommettere sullo sport, le scommesse clandestine, soprattutto negli ippodromi, per il Calcio, avevano volumi pazzeschi e quelle ippiche volavano.
Per non parlare d’Irlanda e di Gran Bretagna, dove è sempre stato possibile scommettere sullo sport, sulle corse dei cani, sulle corse dei cavalli e su quant’altro veniva /viene in mente ai bookmakers.
Chi scommette sul Calcio e/o sullo Sport è rarissimo che scommetta sull’ippica, chi scommette sull’ippica, a volte, scommette sullo Sport e sul calcio.
Due specialità completamente differenti tra loro: l’ippica richiede know – how particolare.
Qualcuno farà osservare che non ho compreso nel mio discorso sulle scommesse ippiche Italiane dell’anno 2021 quelle a quota fissa.
L’ho fatto di proposito perché ai fini dei proventi di Stato e Mipaaft sono del tutto irrilevanti, per il semplice motivo che i bookmakers nostrani sono tassati in base al loro GPT (Gross Profit Tax, Tassa sui Profitti Lordi), che può esserci, ma può anche non esserci, infatti è aleatorio.
Quel GPT va nelle tasche del Mef e non in quelle del Mipaaft.
In Gran Bretagna i locali bookmakers pagano un GPT sulle scommesse ippiche che ha un’aliquota (15%) inferiore a quella Italiana, che va allo Stato e poi pagano un levy (GPT 10%), che va all’ippica.
Le due aliquote, messe insieme, fanno una cifra inferiore all’aliquota Italiana, che è monca del levy.
Pochissimi lettori saranno arrivati fino in fondo a questo articolo e quasi nessuno lo avrà capito o si proporrà di studiarlo per capirlo.
Viva.
Carlo Zuccoli"

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Re: Speriamo2...

Messaggio da Dottò »

Avrà anche ragione, essendo forse l'unico settore, quello tecnico delle scommesse, del quale sembra parlarne a ragion veduta... ma di leggere il Sig Carlo Zuccoli, che già comincia dando dell'ignorante a tutti, non ci penso nemmeno.

Sono altresì assai contento del fatto che sia stato querelato da Antonio Marcialis per aver pubblicato delle notizie false, secondo la querela, nella rubrica che tiene su Snai. Mi aspettavo la stessa cosa quando si permise di infangare anche la memoria dei defunti indagando sul suicidio di Maurizio Vargiu pur di attaccare uno dei suoi tanti nemici, John Gosden, ma allora così non fu. Occasione persa quella volta, ma non da Antonio Marcialis.
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Re: Speriamo2...

Messaggio da prato »

Dottò ha scritto: 03/01/2022, 14:23 Avrà anche ragione, essendo forse l'unico settore, quello tecnico delle scommesse, del quale sembra parlarne a ragion veduta... ma di leggere il Sig Carlo Zuccoli, che già comincia dando dell'ignorante a tutti, non ci penso nemmeno.

Sono altresì assai contento del fatto che sia stato querelato da Antonio Marcialis per aver pubblicato delle notizie false, secondo la querela, nella rubrica che tiene su Snai. Mi aspettavo la stessa cosa quando si permise di infangare anche la memoria dei defunti indagando sul suicidio di Maurizio Vargiu pur di attaccare uno dei suoi tanti nemici, John Gosden, ma allora così non fu. Occasione persa quella volta, ma non da Antonio Marcialis.
Stai sicuro che quelle parole: "Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro" non sono rivolte né a te né a me bensi a "chi di dovere", detto questo io non entro nel merito della persona, anche perché conosco il sig. Zuccoli solo di nome e non personalmente, ho però letto invece con interesse l'articolo.
Secondo me tale articolo potrebbe dar adito ad un ampia e fattiva discussione
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Re: Speriamo2...

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Ecco un primo interessante commento all'articolo di Zuccoli

Autoreferenzialità, condita con qualche banalità, non hanno impedito a Zuccoli di fornire qualche informazione corretta, ad esempio:
al sistema ippico italiano mancano le peculiarità fondamentali affinchè possa essere efficiente e produttivo per la filiera ippica.
Non se ne era accorto nessuno! Bravo!
Le altre banalità?
Occorre un prelievo ottimizzato … bravo!
Occorre che il costo di produzione del prodotto sia il più basso possibile … bravo!
Occorrono aliquote da creare incentivo a scommettere … bravo!
Peccato abbia riportato le percentuali di prelievo sul GPT “britannico” senza specificare l'incidenza di queste entrate sul totale del montepremi!
Una cosetta da niente ... 🤔
In GB, nel 2019 il 50% del montepremi è arrivato dalle “tasche” degli ippodromi!
No, non sto scrivendo bischerate, e soprattutto gli ippodromi britannici non sono pazzi benefattori, le risorse derivano in larga parte dalle entrate che ottengono dalla cessione dei diritti televisivi.
Ciononostante anche quest'estate il Racing Post in un articolo ha evidenziato, tra le altre cose, come in GB sia scarsa la “resa” del volume totale di scommesse ippiche rispetto ad altre realtà internazionali.
Quindi se dovessi semplificare al massimo, potrei azzardare e scrivere che:
le migliori “strutture” ippiche internazionali che si avvalgono del totalizzatore per finanziare il settore sono decisamente più “efficienti” delle analoghe migliori “strutture” ippiche internazionali che si avvalgono dei bookmakers.

P.S.
La profezia di Zuccoli:
“Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro”
A mio parere se saranno stati in pochi ad averlo letto è molto probabile che a beneficiarne sarà proprio Zuccoli, mentre coloro che non lo avranno letto … non avranno problemi di sorta!
P.P.S.
Strano che i francesi lo scorso autunno non abbiano considerato di chiamare Zuccoli per sostituire Cyril Linette … provo ad immaginare il commento di Zuccoli … peggio per loro! 😉

Alberto Bonati
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Re: Speriamo2...

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In data 10 Dicembre 2021 è stata pubblicata sul sito del Ministero la famigerata Circolare di Programmazione, alla firma dell’Agronomo Direttore Generale Oreste Gerini, per lui l’emolumento lordo percepito a carico della finanza pubblica risulta 185.338,82 € all’anno 😬 :silent:
In tale documento, viene improvvisamente abolita l’autorizzazione a correre per i cavalli maschi da 11 a 14 anni e per le femmine da 9 a 10 anni, senza preavviso e con effetto attivo dal 01.01.2022, praticamente 21 giorni dopo l’emanazione 🤦‍♂️
3 giorni dopo, il 13 Dicembre 2021 lo stesso Direttore Generale decreta:
RITENUTO di dovere procedere alla correzione dell’errore materiale… possono partecipare per l’anno 2022… i cavalli maschi fino a 14 anni e le femmine fino a 10 anni di età.
Il classico dietrofront 👏
25 giorni dopo, il 3 Gennaio 2022 la Federnat vince il ricorso al Tar, contro le norme relative ai Gentlemen driver pubblicate all’Art.12 della stessa circolare 👍
Poi a 9 giorni dalla fine dell’anno lo stesso Direttore Generale decreta il Calendario Nazionale e appare subito evidente un’altra perla di genialità:
In data 6 Gennaio 2022 a Bologna si svolge il consueto Gran Premio della Vittoria, programmato da 12 anni nel giorno della Befana, maratona sui 2460 metri per cavalli anziani, Gruppo III.
4 giorni dopo, in data 9 Gennaio 2022 a Milano, con una settimana di anticipo rispetto alla precedente edizione, spunta magicamente il Gran Premio Ettore Barbetta, la corsa è una maratona sui 2700 metri per cavalli anziani, Gruppo III. Identica a quella di Bologna 🤦‍♂️
Questa è la vera ippica e come scrive l’articolo di Libero, penso sia chiaro che dietro a questi Dirigenti super pagati si nascondano degli scarsi sedicenti Ippici.
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prato ha scritto: 03/01/2022, 14:36
Dottò ha scritto: 03/01/2022, 14:23 Avrà anche ragione, essendo forse l'unico settore, quello tecnico delle scommesse, del quale sembra parlarne a ragion veduta... ma di leggere il Sig Carlo Zuccoli, che già comincia dando dell'ignorante a tutti, non ci penso nemmeno.

Sono altresì assai contento del fatto che sia stato querelato da Antonio Marcialis per aver pubblicato delle notizie false, secondo la querela, nella rubrica che tiene su Snai. Mi aspettavo la stessa cosa quando si permise di infangare anche la memoria dei defunti indagando sul suicidio di Maurizio Vargiu pur di attaccare uno dei suoi tanti nemici, John Gosden, ma allora così non fu. Occasione persa quella volta, ma non da Antonio Marcialis.
Stai sicuro che quelle parole: "Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro" non sono rivolte né a te né a me bensi a "chi di dovere", detto questo io non entro nel merito della persona, anche perché conosco il sig. Zuccoli solo di nome e non personalmente, ho però letto invece con interesse l'articolo.
Secondo me tale articolo potrebbe dar adito ad un ampia e fattiva discussione
Le parole di Zuccoli sono rivolte a quelli, pochi per la verità, che ritiene al suo presunto altissimo livello. Quelli, tantissimi o quasi tutti, che ritiene al di sotto nel migliore dei casi nemmeno li considera, a parte nel conteggio di chi legge i suoi articoli, altimenti prova ad umiliarli. E' sua abitudine venire a fare il professore in casa d'altri, e quando viene contraddetto anche se ha scritto delle evidenti fandonie (tipo che in Francia non possono correre i castroni nei gruppi 1), si irrigidisce e si offende, accusa anche chi non lo ha minimamente considerato e mette le distanze precisando ogni volta che "noi non ci conosciamo". Recentemente si sta attirando le ire di diversi lettori, più o meno al suo livello, e perfino i suoi sostenitori non hanno mosso un dito in suo favore.
Pertanto, come ho scritto, se leggo un suo articolo è solo per poterlo contraddire, anche se mi limito a rispondere solo sui fatti oggettivi, non ad esempio quando sosteneva che le due ladies che in Gran Bretagna erano state promotrici dell'apertura di molte corse ai castroni, avrebbero dovuto dedicarsi ai lavori a maglia, oppure quando dopo la scomparsa del fondatore di Shadwell, Sheikh Hamdan Al Makhtoum, ha dichiarato qualcosa come finalmente era ora che smembrassero questa scuderia facendo pulizia.
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Re: Speriamo2...

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Dottò ha scritto: 04/01/2022, 14:21
prato ha scritto: 03/01/2022, 14:36
Dottò ha scritto: 03/01/2022, 14:23 Avrà anche ragione, essendo forse l'unico settore, quello tecnico delle scommesse, del quale sembra parlarne a ragion veduta... ma di leggere il Sig Carlo Zuccoli, che già comincia dando dell'ignorante a tutti, non ci penso nemmeno.

Sono altresì assai contento del fatto che sia stato querelato da Antonio Marcialis per aver pubblicato delle notizie false, secondo la querela, nella rubrica che tiene su Snai. Mi aspettavo la stessa cosa quando si permise di infangare anche la memoria dei defunti indagando sul suicidio di Maurizio Vargiu pur di attaccare uno dei suoi tanti nemici, John Gosden, ma allora così non fu. Occasione persa quella volta, ma non da Antonio Marcialis.
Stai sicuro che quelle parole: "Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro" non sono rivolte né a te né a me bensi a "chi di dovere", detto questo io non entro nel merito della persona, anche perché conosco il sig. Zuccoli solo di nome e non personalmente, ho però letto invece con interesse l'articolo.
Secondo me tale articolo potrebbe dar adito ad un ampia e fattiva discussione
Le parole di Zuccoli sono rivolte a quelli, pochi per la verità, che ritiene al suo presunto altissimo livello. Quelli, tantissimi o quasi tutti, che ritiene al di sotto nel migliore dei casi nemmeno li considera, a parte nel conteggio di chi legge i suoi articoli, altimenti prova ad umiliarli. E' sua abitudine venire a fare il professore in casa d'altri, e quando viene contraddetto anche se ha scritto delle evidenti fandonie (tipo che in Francia non possono correre i castroni nei gruppi 1), si irrigidisce e si offende, accusa anche chi non lo ha minimamente considerato e mette le distanze precisando ogni volta che "noi non ci conosciamo". Recentemente si sta attirando le ire di diversi lettori, più o meno al suo livello, e perfino i suoi sostenitori non hanno mosso un dito in suo favore.
Pertanto, come ho scritto, se leggo un suo articolo è solo per poterlo contraddire, anche se mi limito a rispondere solo sui fatti oggettivi, non ad esempio quando sosteneva che le due ladies che in Gran Bretagna erano state promotrici dell'apertura di molte corse ai castroni, avrebbero dovuto dedicarsi ai lavori a maglia, oppure quando dopo la scomparsa del fondatore di Shadwell, Sheikh Hamdan Al Makhtoum, ha dichiarato qualcosa come finalmente era ora che smembrassero questa scuderia facendo pulizia.
Prendo atto, anche perché, ripeto, non conosco personalmente il sig. Zuccoli. Ho solo acquistato anni fa un suo libro "Nel rosso dell'uovo" che lessi con interesse e che ancora conservo. Ogni tanto posto un suo articolo quando ritengo che lo stesso possa essere argomento di fattiva discussione.
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prato ha scritto: 04/01/2022, 14:44
Dottò ha scritto: 04/01/2022, 14:21
prato ha scritto: 03/01/2022, 14:36

Stai sicuro che quelle parole: "Un articolo che pochissimi leggeranno e che ancora meno capiranno: peggio per loro" non sono rivolte né a te né a me bensi a "chi di dovere", detto questo io non entro nel merito della persona, anche perché conosco il sig. Zuccoli solo di nome e non personalmente, ho però letto invece con interesse l'articolo.
Secondo me tale articolo potrebbe dar adito ad un ampia e fattiva discussione
Le parole di Zuccoli sono rivolte a quelli, pochi per la verità, che ritiene al suo presunto altissimo livello. Quelli, tantissimi o quasi tutti, che ritiene al di sotto nel migliore dei casi nemmeno li considera, a parte nel conteggio di chi legge i suoi articoli, altimenti prova ad umiliarli. E' sua abitudine venire a fare il professore in casa d'altri, e quando viene contraddetto anche se ha scritto delle evidenti fandonie (tipo che in Francia non possono correre i castroni nei gruppi 1), si irrigidisce e si offende, accusa anche chi non lo ha minimamente considerato e mette le distanze precisando ogni volta che "noi non ci conosciamo". Recentemente si sta attirando le ire di diversi lettori, più o meno al suo livello, e perfino i suoi sostenitori non hanno mosso un dito in suo favore.
Pertanto, come ho scritto, se leggo un suo articolo è solo per poterlo contraddire, anche se mi limito a rispondere solo sui fatti oggettivi, non ad esempio quando sosteneva che le due ladies che in Gran Bretagna erano state promotrici dell'apertura di molte corse ai castroni, avrebbero dovuto dedicarsi ai lavori a maglia, oppure quando dopo la scomparsa del fondatore di Shadwell, Sheikh Hamdan Al Makhtoum, ha dichiarato qualcosa come finalmente era ora che smembrassero questa scuderia facendo pulizia.
Prendo atto, anche perché, ripeto, non conosco personalmente il sig. Zuccoli. Ho solo acquistato anni fa un suo libro "Nel rosso dell'uovo" che lessi con interesse e che ancora conservo. Ogni tanto posto un suo articolo quando ritengo che lo stesso possa essere argomento di fattiva discussione.
Certo, rispondevo solamente a livello personale, citando il perchè non entrerò in alcuna discussione che parta da un suo scritto, che abbia ragione o meno. Nemmeno io lo conosco personalmente, spero che nessuno pensi che ci si conosca, tanto lui conosce personalmente solo i VIP.
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Pisa, venerdì 14 gennaio convegno "Ippica per cambiare faccia e... facce"
di Sandro Marranini

Nel pieno rispetto dei protocolli anti covid, nella mattinata di venerdì 14 gennaio San Rossore ospiterà il convegno "Ippica. Quale futuro".

Che si tratti di qualcosa di finalmente diverso e di un'occasione speciale lo si può ben capire sia dall'obiettivo degli organizzatori, con in prima linea il Comune di Pisa, ovvero convincere la Politica con la "P" maiuscola a "darsi all'ippica", sia dalla tipologia degli interventi previsti, quasi tutti affidati a relatori indipendenti che, per pura passione e senza alcun conflitto di interesse, mettono a disposizione le proprie competenze per un'analisi delle problematiche del settore e la ricerca di soluzioni da "suggerire", appunto, all'Alta Politica o anche solo per stimolarla a guardare a galoppo e trotto come un'opportunità (ed è per esempio il tema che tratterà l'onorevole Ercole) per il Paese e non più come nicchie irrilevanti -ma costose- da assistere con prebende pubbliche, il più delle volte a favore di "amici" e "amici degli amici".

Che non si tratti del solito ritrovo tra portatori di interessi lo si può ben intuire dalla partecipazione di due "sognatori" controcorrente come Alberto "Caramella" Foà e Massimo Pierini, entrambi schierati con il cuore dalla parte dei cavalli e profondi conoscitori dei "numeri" e delle assurdità della nostra ippica; Foà esperto di economia, management, comunicazione e marketing, Pierini "massimo" esperto, di nome e di fatto, sul fronte delle scommesse.

"Al convegno presenterò le dinamiche del gioco ippico dal 2008-dice Pierini- e siccome credo che senza il sostegno della scommessa ippica non possa esistere altra ippica di quella amatoriale, che peraltro adoro e di cui faccio parte, il mio invito sarà di rivoluzionarne l'appeal, magari copiando da Paesi, come per esempio la Francia, dove l'ippica prospera proprio grazie alla raccolta di gioco. In realtà in Italia siamo appesi agli aiuti statali, unico Paese al mondo. Va ripensato tutto: dal pay out alle tipologie di scommesse, ai tempi di raccolta e di riscossione fino alla rete di vendita, che fa acqua da ogni parte".

Foà, in tour con i successi del suo disco (che "canta" molto di cavalli), mette l'accento sull'incapacità -e spesso sulla scarsa volontà- "di intercettare nuovi potenziali clienti per colpa, soprattutto, dell'autoreferenzialità degli ippici che, in buona o cattiva fede, continuano a pensare a un 'prodotto' a misura, gusto e interesse di se stessi. In tutto e per tutto, anche in termini di rappresentanze. Invece, perchè possa interessare a qualcuno e quindi spendibile e vendibile, deve essere pensato e vissuto verso l'esterno. L'ippica -spiega- ha a disposizione la miglior arma di seduzione di massa possibile, il cavallo, ma preferisce restare nel ghetto in cui si è infilata da sola e oltre al disastro cui è andata incontro nel disinteresse generale, questo suo vivere in un mondo a parte invece che essere parte del mondo favorisce l'assenza di controlli per i controllori, bandi tra il ridicolo e il banditesco e un immobilismo senza eguali".

Torna sulla questione scommesse Diego Giunta: "Il carburante è una risorsa per il funzionamento del motore, all'ippica provvede la scommessa. Oggi copre un sesto del necessario. Con opportune e rapide riforme, da subito, si potrebbe arrivare a un terzo del fabbisogno innescando un meccanismo virtuoso che in meno di 5 anni può portare all'autonomia del settore. Occorre però e perciò che la politica dia il "la" e il convegno vuole stimolarla sul punto e in questo senso. La via da seguire è tracciata, manca solo il taglio del nastro per il via al progetto e a farlo dovrà essere la politica".

Fa piacere leggere dell'intervento di Mattia Cadrobbi, giovane esponente di un galoppo di qualità e credibilità internazionale, uno dei pochi nomi nuovi di un ambiente che in termini di rappresentanze e politica ippica si è affidato alle stesse persone da oltre vent'anni nonostante il susseguirsi di fallimenti. "Se parliamo di allevamento il nemico da battere è l'immobilismo -dice Cadrobbi- della politica e soprattutto della politica ippica. Non è tanto e non è solo una questione di soldi, quanto invece di potere arginare la fuga delle nostre preziose linee di sangue e soprattutto fare cultura e formazione, mettere a disposizione dei nuovi potenziali attori e imprenditori del sistema il know out, storico e moderno, per fare bene. Come è stato fatto, per esempio, in Germania, dove i soldi non li mette lo Stato e dove nascono solo un paio di centinaia di puledri in più rispetto a noi; eppure, i tedeschi, negli ultimi 3 anni sono saliti altrettante volte sul podio dell'Arc e nel 2021 sul gradino più alto".

Ad aprire e a chiudere le esposizioni degli ippici, altri due indipendenti di rango e spessore, seguito ed esperienza: Roberto "King" Mazzucato e, come scritto sopra, l'onorevole Cesare Ercole. Entrambi hanno fatto parte della "task force" per l'ippica ai tempi di Centinaio (Mister King per la verità fu il primo ad andarsene) e da entrambi, si può scommettere, arriveranno parole ed idee di rilievo.

Basta guardare ai titoli dei loro interventi, quello duro, di denuncia e di monito di Mazzucato che per sottolineare l'urgenza si rifà addirittura a Tito Livio e alla frase latina che tradotta suona "mentre a Roma si chiacchiera, si mena il can per l'aia e si discute, Sagunto sta per essere rasa al suolo da Annibale" e quello da politico capace ed esperto di Ercole che si rivolge ai politici per suggerirgli di darsi davvero all'ippica. "Non solo per aiutarla e sostenerla come opportunità di consensi in caso di riscatto, ma anche per le occasioni di lavoro, socialità, pil ed eccellenza dell'intero Paese. Non servono nuove agenzie o altre improvvisazioni -l'analisi di Ercole- e non servono solo aiuti economici, da distribuire oltretutto in ben altro modo rispetto a oggi. Urgono i doverosi controlli e le giuste aperture anche verso il Territorio e le autonomie, nuove regole che la politica deve scrivere e far rispettare, per un piano industriale complessivo e integrato anche per l'utilizzo delle risorse impiegate, perchè non siano più sprecate. Con il mio staff e con quello di Mazzucato, di esperti senza interessi economici nell'ippica, ci stiamo lavorando da 5 anni e a breve sarà pronto".

Insomma, ne sentiremo delle belle. Speriamo non siano solo belle parole. La parola, dopo il convegno, a chi tra i politici saprà cavalcarne l'appello, le idee e le migliori progettualità.
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